Il turismo non è un settore difficile per la complessità di una singola pratica. È difficile per la compressione dei tempi: un albergo o uno stabilimento balneare costruisce l’organico di un’intera stagione in poche settimane, lo tiene per quattro o cinque mesi e poi lo smonta. Ogni decisione va presa in fretta, e ogni decisione presa in fretta si porta dietro conseguenze che durano oltre la stagione.

A questo si aggiunge una cosa che nel settore si tende a sottovalutare: la ricettività è fra le aree più presidiate dalla vigilanza. Non per accanimento, ma perché è dove statisticamente si concentrano lavoro non comunicato, orari fuori misura e tipologie contrattuali usate oltre i loro presupposti. Aprire una stagione con l’impianto giusto significa, molto concretamente, non doversi difendere ad agosto.

Nel ricettivo la tipologia contrattuale decide tutto il resto

La scelta della tipologia contrattuale vale più di tutto quello che succede dopo. Un cameriere può essere assunto a tempo determinato stagionale, a chiamata, in somministrazione, part-time con clausole elastiche o con una prestazione extra. Sono cinque strade con costi, rischi e adempimenti diversi, e la scelta si fa una volta sola.

Se è quella giusta, la gestione ordinaria scorre. Se è sbagliata, il cedolino può essere calcolato correttamente e il rapporto restare comunque contestabile — con la differenza che nel turismo la contestazione non arriva due anni dopo, arriva durante la stagione.

Aprire e chiudere, ogni anno

La parte che pesa di più non è nemmeno la stagione: sono i due momenti in cui si apre e si chiude. L’apertura concentra assunzioni, comunicazioni obbligatorie, verifica dei diritti di precedenza di chi ha lavorato l’anno prima e composizione degli orari. La chiusura porta cessazioni, conteggi finali, gestione delle spettanze e — se qualcosa non ha funzionato — le prime vertenze.

Lavorare bene su questi due passaggi è quello che distingue una struttura che ogni anno riparte con l’organico già in ordine da una che ogni anno rifà tutto da capo.

Chi risponde delle tue pratiche

Ogni azienda che seguiamo ha una persona di riferimento che risponde delle sue pratiche dalla presa in carico in avanti. Sul ricettivo questa competenza è concentrata su una referente dedicata: significa che quando chiami a maggio non devi spiegare cos’è un’apertura di stagione, e che la pianificazione dell’anno dopo parte da quello che si è visto funzionare in quello prima.

Cosa seguiamo per le strutture ricettive

Pianificazione dell’organico di stagione, contrattualistica stagionale, intermittente, part-time ed extra, gestione dei diritti di precedenza, comunicazioni obbligatorie, progettazione degli orari e gestione degli straordinari nei picchi, valorizzazione di vitto e alloggio, elaborazione delle buste paga e amministrazione del personale, rapporti con INPS, INAIL e Ispettorato, incentivi e agevolazioni all’assunzione, assistenza durante le verifiche ispettive e nel contenzioso stragiudiziale.

Dove si sbaglia

Le criticità ricorrenti del settore

L'apertura di stagione fatta in tre settimane

Venti assunzioni concentrate in pochi giorni sono venti comunicazioni obbligatorie che devono partire prima dell'inizio della prestazione, non entro sera. In alta stagione l'Ispettorato controlla esattamente lì, perché sa che è lì che si sbaglia. La sanzione per il lavoratore trovato senza comunicazione preventiva è di quelle pesanti, e non si sana spiegando che si sarebbe fatto il giorno dopo.

Il contratto a chiamata usato come jolly

È lo strumento più utilizzato del settore e anche il più contestato. Oltre ai presupposti che ne legittimano l'uso, ogni singola chiamata va comunicata preventivamente: è un adempimento che si ripete a ogni turno e che va presidiato nella gestione quotidiana, non risolto una volta per tutte alla firma del contratto.

Vitto e alloggio dati al personale stagionale

Ospitare e far mangiare chi lavora è normale in una struttura ricettiva, ma è retribuzione in natura: va valorizzata e assoggettata secondo i criteri previsti. È una delle riprese più frequenti nelle verifiche del settore proprio perché quasi nessuno la considera un tema di busta paga, e riguarda praticamente ogni struttura che alloggia stagionali.

Domande frequenti

Quello che ci chiedono più spesso

Quando conviene iniziare a preparare la stagione?

Prima di quanto si fa di solito. Le scelte che contano — quanti stagionali a tempo determinato, quanti intermittenti, quanti part-time e con che clausole, chi va richiamato per diritto di precedenza — vanno prese quando c'è ancora tempo per cambiare idea. Chi arriva ad aprile con l'organico da comporre in due settimane non sceglie lo strumento migliore: prende quello più rapido, che quasi mai è lo stesso.

I dipendenti della stagione scorsa hanno diritto a essere richiamati?

Il lavoratore stagionale ha un diritto di precedenza rispetto a nuove assunzioni per le medesime attività, ma è un diritto che va richiamato espressamente nel contratto e che il lavoratore deve esercitare entro un termine dalla cessazione. Se il contratto non lo menziona e la struttura assume altri, il tema diventa contenzioso. È una delle clausole che controlliamo per prime.

Usiamo molto il lavoro a chiamata. Stiamo rischiando?

Dipende da due cose che vanno verificate separatamente: se ricorrono i presupposti per usarlo, e se ogni chiamata viene comunicata prima della prestazione. Il secondo è quello che si perde più facilmente, perché è un adempimento puntuale che si ripete a ogni turno e basta dimenticarlo qualche volta. Se lo usate molto, la prima cosa utile è un controllo su come viene gestita la comunicazione, non sul contratto.

Diamo vitto e alloggio agli stagionali. Va messo in busta paga?

Sì, come retribuzione in natura, con i criteri di valorizzazione previsti per questo tipo di erogazioni. Non farlo espone a un recupero contributivo e fiscale su tutto il personale alloggiato e su tutta la stagione. È un adempimento gestibile senza complicazioni se lo si imposta all'inizio.

Chi seguirebbe la nostra struttura?

Una referente unica, che segue l'azienda dalla presa in carico alla gestione ordinaria e che sul ricettivo ha una competenza specifica. Significa non dover rispiegare ogni anno come funziona un'apertura di stagione.